Anima
In questi giorni sto coltivando la mia “anima”. Mi pare sia necessario, oltre che d’obbligo giusto per darsi un “tono”, ogni tanto. Sto leggendo la Bhagavad-Gita, poema indiano in cui il Signore Krishna impartisce preziose lezioni ad Arjuna (e all’umanità intera). Mi pare che i messaggi principali siano: sii devoto a Krishna e considera la vita un ponte da attraversare, non attaccartia nulla: solo uno stupido si carica la barca una volta arrivato a riva.
Sento la necessità di fare il punto. Non ho mai considerato la “felicità” un traguardo da raggiungere (attraverso il successo lavorativo o negli studi… o altre stronzate simili), ma piuttosto la “serenità”. Sono sereno? Poco, sopratutto in questi giorni. Colpa di mio padre: sta avvelenando la nostra famiglia con il suo continuo rompere i coglioni a tutti. E’ diventato pesante oltre ogni dire, quasi non ne sopporto più nemmeno la vista. Come faccio ad amare un tipo simile? Come faccio a vedere il mio “prossimo” in lui? Nel cristianesimo c’è qualcosa che non va. La Bhagavad-Gita non si pone il problema del “prossimo”: tu hai la tua vita, il tuo karma, le tue reincarnazioni… i problemi degli altri… sono, per l’appunto, degli altri. Ma sicuramente sto interpretando male.
E se quello che stai vivendo non è il vero cristianesimo ?
Amico mio è naturale che tu abbia ragione: io il cristianesimo vero non so manco cosè! Studiare libri e commentari, dedicarsi all’esegesi e passare giornate intere chini sulla Bibbia non mi è mai servito: vi è stato un tempo in cui il solo leggere un salmo mi faceva sgorgare lacrime di gioia… oggi purtroppo la Grazia divina, credo mi abbia abbandonato.
Amare tuo padre significa scoprire di amarlo già. Amare cosa ? Le cazzate che fa ? No di certo. Rispettare il cammino, doloroso magari, della sua anima. Gli errori che fa hanno un senso. In realtà camminate insieme, e tu raccogli i suoi errori. Se puoi, apri gli occhi. Li aprirà anche lui.
a volte sembra che tutto intorno a noi concorra per fare indurire il nostro cuore.
un caro saluto a te, amico.
Non credo che la Grazia divina ti possa abbandonare, credo piuttosto che possiamo essere noi ad abbandonare Dio.
Egli non ci lascia mai ma siamo noi che decidiamo di allontanarci da lui.
Forse dovresti tornare a leggere i salmi e a pregare, magari potrebbero tornare a sgorgare le lacrime della vera gioia. Dato che con me funzionaperchè non dovrebbe funzionare anche con te ?