Sono finiti i tempi in cui l’arte era tutelata e protetta… quasi allevata. I grandi mecenati, le famiglie nobili di un passato romantico oramai avvolto dalle nebbie del tempo, accoglievano pittori e musicisti, scrittori e letterati… l’arte era pura, senza risvolti “commerciali”.

Oggi per fare arte devi pensare a come venderla. Che merda! La vera arte ha perso la bussola, vi è solo una pallida e squallida imatazione, che attirà giusto i cretini.
Si può dire comunque che la vera arte esiste, o meglio RESISTE. La si può trovare ovunque, purché il nostro occhio si stato esorcizzato e il male della modernità vacua e fatua scacciato definitivamente.
FLUSSO DATI: ho finito Murakami, mi mancano le parole per descrivere una tale poesia di lettere. L’eccellente lavoro di Amitrano, d’altronde, era già una garanzia. Sto aspettando che arrivi il meridiano dei lavori di Kawabata, nel frattempo mi gusto Tanizaki (con gran fatica sono riuscito a trovarmi il bel volume edito dalla Bompiani con una marea di sue opere… ) Sulla letteratura giapponese si potrebbe dire molto, decisamente diversa da quella occidentale: più fine, più delicata… forse più leggera. Attenta a dettagli non solo esteriori ma sopratutto interiori. A volte, leggendo un libro di Mishima, o meglio ancora di Soseki, più che leggere mi pare di MEDITARE.
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Veri come la morte mi sembrano i miei sogni. Gli uomini senza immaginanzione sono bambole prive di vita meritevoli di vivere come bestie. Rifletto sulla natura del sogno e arrivo a pormi la più classica delle domande (leggermente marzulliana): sono io che sogno… oppure è il mondo che sogna me?
Stasera posso godermi la seconda serie di Supernatural (rai due). Purtroppo mi sono perso le prime puntate della nuova serie … I serial Tv di ambientazione misterico-paranormale mi piacciono molto. Per giunta mi pare pure una “buona” serie tutto sommato… e i due bellocci, certo non scherzano

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Son tornato.
Oggi sto male… con il corpo e l’anima. Mi sento solo, terribilmente solo. Senza amore ne amici, voglio solo morire… ma non ne ho il coraggio.
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In questi giorni sto coltivando la mia “anima”. Mi pare sia necessario, oltre che d’obbligo giusto per darsi un “tono”, ogni tanto. Sto leggendo la Bhagavad-Gita, poema indiano in cui il Signore Krishna impartisce preziose lezioni ad Arjuna (e all’umanità intera). Mi pare che i messaggi principali siano: sii devoto a Krishna e considera la vita un ponte da attraversare, non attaccartia nulla: solo uno stupido si carica la barca una volta arrivato a riva.
Sento la necessità di fare il punto. Non ho mai considerato la “felicità” un traguardo da raggiungere (attraverso il successo lavorativo o negli studi… o altre stronzate simili), ma piuttosto la “serenità”. Sono sereno? Poco, sopratutto in questi giorni. Colpa di mio padre: sta avvelenando la nostra famiglia con il suo continuo rompere i coglioni a tutti. E’ diventato pesante oltre ogni dire, quasi non ne sopporto più nemmeno la vista. Come faccio ad amare un tipo simile? Come faccio a vedere il mio “prossimo” in lui? Nel cristianesimo c’è qualcosa che non va. La Bhagavad-Gita non si pone il problema del “prossimo”: tu hai la tua vita, il tuo karma, le tue reincarnazioni… i problemi degli altri… sono, per l’appunto, degli altri. Ma sicuramente sto interpretando male.
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Il sottofondo musicale di oggi è quello di una dolce ma malinconica nenia che fa pensare ad una vita brillante ma non spesa. Certo non ho rimpianti (i “ma” e i “se”… non hanno mai fatto per me): le cose della vita possono andare sempre e solo in un modo.

Giorni di visioni spezzate ed interrotte. Non riesco a portare a termine la visione di un film. “Spezzoni” di film più o meno lunghi di cui ho goduto nell’ultima settimana:
2046 (già visto per intero diverse volte, stupendo), L’ultimo re di Scozia (un oscar meritatissimo), Tutti gli uomini del Re (che bravo Penn! Ben fatto anche il doppiaggio: uno dei film che voglio rivedere per intero… mi mancano i privi venti minuti).
Stupore e tremore, della Nothomb mi ha sconfitto. Mi sono arenato a pagina 50: bella storia ma non è il periodo giusto per leggerla. Più avanti, forse.
Che altro dire? Il sole sorge e tramonta, la luna e le stelle fanno lo stesso. Che tramonti e sorga pure il sacro fuoco della vita? E quando tramonta, dove va? Credo finisca nei sogni notturni… irreali per chi ci vede dormire, profondi e sconvolgenti per noi che li viviamo. Anche sognare è un sottofondo della vita.
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Né di Eva né di Adamo della Nothomb è stato finito. Molto bello. Ho già iniziato, sempre della cara Amélie, Stupore e tremori. Vanno letti assolutamente uno dopo l’altro. Mi hanno fatto venir voglia di Giappone. Da bambino ero sicuro di saper parlare giapponese: uno dei miei pensieri più ricorrenti alle elementari era (badate bene!! Mai nessuno mi aveva spiegato cos’era la reincarnazione… l’ho dovuto imparare da me) quello di essere stato prima di nascere un giapponese. Come diavolo mi sia venuto in mente questo pensiero, non lo so. Infanzia difficile, la mia.
Un ponte grigio, un sole pallido pallido.. un po’ come il mio umore. Pallido, vale a dire incolore… la qual cosa non è per forza negativa: sono aperto ad ogni colore
Il mio porcellino d’India dorme, il mio criceto pure. Sono in camera nel silenzio. La mia famiglia sta ancora pranzando… sono scappato dal chiasso e dalla frittata di spinaci… verso la quiete del mio impero. Qui sono il Signore e Padrone assoluto, gongolo nella mia onnipotenza (solida quanto un grissino).
Questo fine settimana lo consacro al dolce far nulla, all’eterno (e poco apprezzato oggi) otium cum dignitate. Perché la gente si spezza la schiena facendo cose di cui poco gli importa? Mistero d’iniquità. Sprecare il tempo cazzeggiando è una COSA SACRA, sprecare il tempo facendo un lavoro obbligato che poco a che fare con la nostra indole, con i desideri più profondi e veri della nostra anima (sempre che siamo in grado di riconoscerli e conoscerli) è BESTEMMIA.
Felice chi e´ diverso, essendo egli diverso. Ma guai a chi e´ diverso, essendo egli comune. (Sandro Penna)
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La vita comoda. Ho acquistato una poltrona bella imbottita, reclinabile… in camera mia ci sta che un amore. Non abito in una reggia, e la mia camera è già piena di mille cose: ma la poltrona mi mancava. Mi ha obbligato all’acquisto quella parte di me che, stanca, agogna solo un luogo comodo dove sedersi a leggere un libro, un giornale, ad ingannare in tempo facendo qualche bel “gioco” (consiglio Brain training: splendido mensile collegato a Focus… non ci si annoia mai).

Ho fatto l’esperienza di star seduto, coccolato e avvolto nella mia coperta in pile stile Linus… godimento puro. Purtroppo in questi giorni non sto bene. La salute cade (e il mio morale con essa) un giorno si e l’altro pure: si fa quel che si può… che non è mai abbastanza. Credo di essere debole di carattere: mai avuta una vera “forza di volontà”… che minchia sarà sta’ “forza di volontà” poi mi domando??? Mistero…
Contro il dolore del vivere quotidiano… ecco la mia comodissima poltrona
Siamo tutti in poltrona… no?
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